個人檔案Centro Diocesano Giovani相片部落格清單更多 ![]() | 說明 |
Centro Diocesano GiovaniEquipe di pastorale giovanile - Firenze |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L'Associazione WECA Web Cattolici offre una ottima possibilità formativa per i giovani che si occupano dei siti e delle pagine web dedicati ai giovani.
|
Chierichetti in attesa dell'Avvento
Giovani della Chiesa fiorentina per la missione
Dal 24 al 28 Novembre si tengono in tutta la diocesi di Firenze gli Esercizi Spirituali nel quotidiano
11月21日 Sulle orme di La Pira cinquant'anni dopo
Ciò che avvenne dall’incontro fu sempre dono sorprendentedella Grazia». Con queste parole Padre Peter Hughes –sacerdote anglicano e monaco camaldolese che vive all’omonimo eremo da anglicano, accolto nel monachesimo della Chiesa cattolica, senza che ne sia riconosciuto il presbiterato – si riferiva al rapporto con Pino Arpioni, fondatore dell’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, che nel ’79 cominciò la propria attività di dialogo internazionale con la Chiesa anglicana di Londra. Una frase che è compimento di una profezia: da allora, infatti, l’Opera La Pira, associazione di laici fedeli che da oltre mezzo secolo si impegna per la formazione integrale dei giovani e per la riconciliazione tra i popoli ispirandosi alle tesi lapiriane dell’unità dei cristiani e della pace di Gerusalemme, ha camminato tanto lungo il sentiero di Isaia edificando ponti e abbattendo muri che, a volte, pareva impossibile anche solo scalfire. Da quel lontano ’79 tanti viaggi, amicizie e incontri confluiti nell’appuntamento del Campo Internazionale, che da una ventina d’anni nel mese di agosto riempie il «Villaggio La Vela» di giovani italiani, russi, israeliani, palestinesi ed africani di culture e religioni diverse – cristiani cattolici ed ortodossi, ebrei e musulmani – che nel dialogo e nella conoscenza si arricchiscono vicendevolmente perché, per tornare a Padre Peter, «noi esseri umani abbiamo bisogno l’uno dell’altro per intravedere il divino nel nostro presente». Con questa prospettiva, animati da un sincero spirito di comunione, ci siamo recati in Russia dall’8 al 15 novembre per commemorare due ricorrenze particolari: il cinquantesimo anniversario del primo viaggio del prof. La Pira nell’allora Unione Sovietica, nel 1959, e il venticinquesimo di quello dell’Opera La Pira nel 1984. Un gruppo composto da venti giovani – accompagnati dal vicerettore del Seminario di Firenze, nonché responsabile della pastorale giovanile dell’Arcidiocesi fiorentina, don Alessandro Lombardi, dal vicepresidente della «Fondazione La Pira», Giulio Conticelli e dal vicepresidente dell’Opera La Pira, Dino Nardi – che non si sono limitati a celebrare degli anniversari, ma piuttosto hanno cercato attraverso l’amicizia e l’incontro di insistere sulla via tracciata da La Pira. Allora c’era da abbattere un muro, quello di Berlino, il cui ventesimo della caduta è stato celebrato proprio il 9 novembre, e da liberare un Paese dal cadavere dell’ateismo, come lo stesso La Pira ebbe l’ardire di pronunciare davanti al Soviet supremo.......
Il resto dell'articolo e il diario del viaggio li puoi scaricare QUI 11月13日 CALENDARIO PASTORALE: NOVEMBRE 09
TUTTO IL CALENDARIO, con le tante iniziative per i giovani, LO PUOI SCARICARE QUI: CALENDARIO PASTORALE CALENDARIO PASTORALE: DICEMBRE 09
11月1日 Dentro il cinema: corso di introduzione al linguaggio cinematograficoNegli ultimi due anni pastorali il Centro Diocesano Giovani ha promosso Cinemiamo, un cineforum con l’intento di sviluppare i temi proposti dall’Agorà dei giovani italiani, il percorso pensato dalla Chiesa italiana per il triennio 2007-2009 che tra le linee guida aveva “La missione come primo annuncio” e “La missione come cultura”. All’interno di questi due grandi argomenti, sono stati molti i temi trattati attraverso i film: l’ascolto, l’incontro con l’altro, i giovani, la politica, gli anziani, la droga … Quest’anno il Centro Diocesano Giovani ha pensato di continuare ad occuparsi di media attraverso un corso d’introduzione al linguaggio cinematografico. Ne abbiamo parlato con don Alessandro Lombardi, responsabile del Centro.
Come è nata l’idea di questo corso? E’ nata con il rendersi man mano conto che, volgendo a conclusione l’esperienza dell’Agorà, a fronte di numerosi cineforum attivati nella nostra diocesi spesso anche a poca distanza fra loro, forse era più opportuno che il Centro Diocesano Giovani si spendesse in un’ottica di formazione. Insieme agli altri collaboratori del Centro ci siamo chiesti: “perché non offrire un corso per coloro che propongono e animano i cineforum?”. Abbiamo così iniziato a lavorarci su … In settembre si è svolto un incontro fra animatori di cineforum … Sì, un bell’incontro, per conoscersi e mettere in comune le esperienze. Era la prima esigenza che ho avvertito l’anno passato. Tanti cineforum sono una ricchezza e una risorsa per la diocesi … perché non parlarne insieme? Ecco, fra i compiti del Centro Diocesano Giovani c’è innanzitutto quello di offrire possibilità di coordinamento delle attività e di crescita nella comunione, a servizio e per il bene dell’evangelizzazione. Non nascondo che mi piacerebbe che in qualche modo i cineforum attivati dalle parrocchie e dalle associazioni riuscissero a mettersi in rete, fosse anche solo per rendere maggiormente e meglio fruibile l’offerta delle nostre realtà. Il cineforum “tira” ancora? Mi pare di poter dire che, per tanti motivi facilmente intuibili, la nostra non sia più la stagione dei cineforum di qualche decennio fa, però è vero che ancora oggi lo strumento “cinema” conserva il suo fascino e per coglierne le valenze culturali e pastorali è necessaria una qualche formazione. Diciamo che, almeno a livello pastorale, oggi può essere molto facile trovarsi attorno a un video o a un maxischermo per vedere un film … questo però non è ancora fare cineforum. A chi si rivolge il corso? A chiunque si interessa di cinema, e in particolare a chi pensa di farne uno strumento di formazione. Non nascondo che mi piacerebbe si affacciassero al corso non pochi educatori di pastorale giovanile e anche qualche insegnante delle nostre scuole. In ogni caso … tutti invitati!
Il percorso formativo, intitolato Dentro il cinema, si snoderà in tre Mercoledì consecutivi; gli incontri si terranno presso la Casa della Gioventù (piazza Elia Dalla Costa, 25) con inizio alle 21,15. Nel primo appuntamento del 4 novembre Michele Crocchiola, direttore artistico di Stensen/Cinema, spiegherà come leggere un film. Il secondo incontro (11 novembre) vedrà la presenza di Federico Bondi, regista di Mar Nero, film premiato a Locarno nel 2008 e girato proprio a Firenze, nella zona di Gavinana: ci parlerà di come nasce un lungometraggio. L’ultima data, dedicata invece al tema “Fare formazione culturale attraverso il cinema”, sarà animata da don Andrea Bigalli, direttore artistico del cineforum che da anni si svolge presso la Comunità Giovanile San Michele. La partecipazione al corso è gratuita. Per informazioni: giovani@diocesifirenze.it – 055/2710724.
Stefano Liccioli 10月21日 A San Miniato l'incontro degli universitari
Il valore della storia, della memoria, della speranza, del futuro. Lo sguardo di Cristo Pantokrator che dal cuore della Basilica di San Miniato custodisce e avvolge la città di Firenze. Lo studio e l'impegno universitario come passione e segno delle scelte che ogni uomo fin da giovane deve compiere. Queste e molte altre sono state le intense suggestioni che hanno animato l'Incontro degli Universitari di Firenze, che si è svolto il 17 ottobre presso il Monastero di San Miniato al Monte, organizzato dall'Ufficio di Pastorale Universitaria guidato da p. Giuliano Riccadonna. Dopo un momento musicale di rara bellezza, in cui è stata fatta ascoltare la registrazione di un passo tratto dal Laudario di Cortona cantato da una giovane ragazza che adesso è entrata in coma, p. Bernardo Francesco, priore degli Olivetani, ha offerto una meditazione ai giovani studenti sul tema “Per una memoria del nostro futuro”. A partire da alcuni testi di autori contemporanei, tra cui Giorgio La Pira, Mario Luzi, Don Giussani, ma anche della Sacra Scrittura, la riflessione si è incentrata sul valore della memoria, sul rapporto tra passato e futuro, sull'importanza che per ognuno deve avere la propria vicenda personale voluta e amata da Dio. Dopo la preghiera dell'ora sesta assieme alla comunità monastica, è stata l'Associazione di volontariato “Sale della Terra” a preparare il buffet gustato sul sagrato della Basilica. Tutti gli studenti hanno poi posato per una foto di gruppo raccogliendo l'invito della Caritas Diocesana, che si è fatta portavoce dell'appello “Stand up! Take action” 2009, contro la povertà e il degrado ambientale. E' seguita poi l'esecuzione di alcuni canti da parte del coro degli universitari di Comunione e Liberazione, sono state presentate tutte le varie realtà ecclesiali a cui si aggregano i giovani studenti: un momento di conoscenza e di intensificazione dei rapporti tra le varie associazioni e movimenti per costituire una rete sempre più efficace di relazioni e di crescita umana e spirituale.
Jacopo Masini
NELLA SEZIONE FOTO DEL SITO TROVI ALCUNE FOTO DELL'EVENTO Settimane comunitarie...per condividere il quotidiano“È nella dimensione della ferialità che va riscoperto il senso di un impegno… è nella ferialità che costruiamo relazioni e affetti… La settimana comunitaria ci insegna ad essere esploratori appassionati e competenti della vita quotidiana.” Edoardo Patriarca
Le settimane comunitarie sono un’opportunità offerta all’interno di cammini educativi che si pongono come obbiettivi la crescita e la conoscenza di sé, degli altri, dell’Altro. In Italia sono molte le realtà, parrocchiali e non, che vivono questa esperienza e che la inseriscono nel proprio cammino formativo. La settimana comunitaria è un tempo che si potrebbe definire straordinario nell’ordinario: si tratta di un’esperienza di vita comune, in un luogo diverso dalla propria abitazione, che però non interferisce con gli impegni quotidiani di ciascuno (studio, lavoro, parrocchia). Essa offre la possibilità di prendersi un tempo, oltre che per lo studio e/o il lavoro, per il silenzio e la preghiera, per sperimentare la condivisione e la fraternità, per imparare a fare discernimento sulla propria vita. Nella settimana comunitaria si condividono gli spazi, i tempi (dei pasti, della preghiera o del silenzio, dello studio o del dialogo) e le iniziative pensate e organizzate per vivere al meglio questa occasione, nel confronto e nel rispetto delle esigenze di ciascuno. Per poter condividere il quotidiano è necessario che i luoghi di impegno siano agevolmente raggiungibili dalla casa scelta per la convivenza. Viene condivisa anche una dimensione di servizio, perché la fraternità necessita di un’organizzazione interna che permetta di vivere l’ordinario.
La proposta è per giovani dai 20 ai 35 anni.
A Firenze questa opportunità viene offerta nelle case:
- Suore Domenicane Unione S. Tommaso d’Aquino - * v. Cittadella, 28 - 50144 per informazioni: sr Barbara F. - ' 055 321172 335 6560565 - @ barbara.faretra@alice.it
- Suore Serve di Maria Riparatrici - * v. Sette Santi, 54/C - 50131 per informazioni: sr Barbara P. - ' 055 576587 335 6935477 - @ barbara.p@srm.it
Abbiamo preparato un volantino di presentazione della proposta, che ci può essere richiesto, e ci rendiamo disponibili per illustrare l’iniziativa o per dare ulteriori informazioni.
Oltre a mettere a disposizione, su richiesta, gli spazi nelle nostre comunità religiose, e a renderci disponibili per pensare e progettare insieme altre settimane di convivenza fraterna, abbiamo pensato di proporne fin da ora due per persone che, anche singolarmente, siano interessate all’esperienza o che non facciano parte di gruppi: è dal 22 al 29 novembre 2009: in preparazione al tempo di Avvento e in comunione con la diocesi di Firenze, condividendo l’esperienza degli ‘Esercizi Spirituali nel quotidiano’ è dal 21 al 28 marzo 2010: nel tempo di Quaresima, confrontandoci sul tema ‘dono’.
Questa proposta ci pare un’occasione da cogliere in un cammino di gruppo che desidera provare nel concreto che cosa significa condividere, imparare a vivere e ad utilizzare il proprio tempo; un’opportunità per chi intenda sperimentare ‘la dimensione comunitaria non come un peso o una necessità inevitabile, ma come dimensione essenziale e formativa della realizzazione personale.’ sr. Barbara Faretra10月6日 I RACCONTI DELL'ESTATE 2009: in missione in Etiopia
Anche quest’anno ho avuto la fortuna di trascorrere una parte della mia estate in Etiopia, in una missione comboniana. Per me è già la quarta volta; quest’anno però mi ha accompagnato anche un’altra ragazza di Firenze, Silvia. La missione dove abbiamo vissuto si chiama Dongora: è un oasi di verde in mezzo alla povertà più assoluta. È praticamente un villaggio: c’è la casa dei padri, la casa delle suore, la chiesa, ovviamente, ma anche la scuola, la clinica, l’officina e la falegnameria. Cosa facciamo in missione? Niente di straordinario. Semplicemente viviamo la vita dei missionari, condividendo le loro gioie e le loro delusioni; semplicemente proviamo a regalare un sorriso a dei bambini che sono cresciuti troppo in fretta e che hanno ancora tanto bisogno di amore; semplicemente osserviamo un mondo completamente diverso dal nostro, senza giudicarlo con i nostri schemi mentali. La giornata inizia con le lodi alle 6:45, insieme a tutta la comunità di missionari, e a seguire la Santa Messa per tutto il popolo. Colazione e poi a lavoro: a volte c’è da andare in paese per delle commissioni, altre volte c’è da lavorare in falegnameria, altre ancora c’è da aiutare le suore per la scuola o per la chiesa. Altre volte ancora non c’è niente da fare e allora ci dedichiamo ai bambini, che sempre affollano la missione. Belaine è un dolcissimo bambino di 7-8 anni, che in questi anni ho visto crescere: da timido e quasi muto, adesso è diventato furbo e intelligente, nonostante i suoi genitori non vogliano mandarlo a scuola. Agitù è una vivace bambina che sembra quasi un maschiaccio: i suoi genitori sono morti e praticamente è stata adottata dai missionari. Milchias è un ometto di circa 10 anni con un brutto tumore alla mano: lo scorso anno è stato portato in Italia per l’operazione, ma gli hanno dovuto amputare l’arto e mettergli una protesi; il suo dolce sorriso nasconde una realtà dove è considerato diverso e preso costantemente in giro. Dopo pranzo una piccola pausa o una passeggiata fuori dalla missione, poi di nuovo a lavoro, quello che c’è da fare: pulire e imbiancare le aule della scuola, sistemare gli archivi della clinica o della parrocchia, andare a trovare qualche famiglia. Alle 17:30 tutti ci fermiamo: c’è il rosario e poi i vespri. La cena, alle 19, e il dopo cena sono un bel momento di festa e condivisione con tutti i missionari. Alle 21:30 massimo si va a letto, con le risate delle iene in sottofondo. Sono tanti i ricordi e i momenti indimenticabili. Provo a fotografare solo alcune immagini: innanzitutto l’amore con cui i missionari vivono la loro vocazione, dedicando la loro vita a questo popolo; il viso triste e preoccupato di alcuni dei “miei” bambini, quando hanno capito di avere la malaria, e le cure e le attenzioni che abbiamo dato loro in quei momenti; la gioia della gente quando finalmente, dopo mesi di siccità, è arrivata un po’ di pioggia ad alimentare i campi di grano e caffè ormai secchi e ingialliti. È difficile tornare alla nostra realtà, fatta di stress, fretta, ricchezza e indifferenza. Come al solito si va in missione per dare una mano, per offrire un po’ di amore..ma alla fine si scopre che è molto più quello che si riceve di quello che si dà. E adesso, da qui, non ci resta altro che ricordare questa gente, questi bambini, i missionari, nella preghiera, affidandoli al Signore e alla sua immensa bontà.
Filippo 10月1日 I RACCONTI DELL'ESTATE 2009: Tra i terremotati dell'Abruzzo
Risalire la valle del fiume Aterno vuol dire entrare in contatto con un territorio particolare, la cui geografia richiama un paesaggio diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Boschi fitti che si alternano a terreni arati, in cui solo balle di fieno suggeriscono l'idea di un raccolto comunque effettuato. E' questo l'Abruzzo che non ti aspetti. Tanti paesi scoscesi, piccoli borghi che comunicano già l'odore di montagna. La calura di un insolito agosto ricorda che siamo in estate e non in inverno, nonostante il freddo che cala verso l'ora di cena. Curve e tornanti accompagnano il viaggio attraverso paesi e frazioni. Lo sguardo si volge verso la collina, verso località ben visibili con i palazzi costruiti in pietra. Ma la realtà quasi pittoresca si scontra subito con ciò che si incontra appena oltre il ciglio della strada. Cartelli rossi, indicanti già fin dall'autostrada la sede dei Centri Operativi Misti, tende blu. E' qua che dormono gli abitanti delle frazioni. E' qui che ha la propria “casa” la gente colpita dal terremoto. E fin da subito l'approccio e l'ingresso nei paesi è quasi paradossale. Una curva a gomito e dal bosco si accede subito al paese. Ad accogliere però non sono i vecchi edifici storici delle zone di montagna, in cui il tempo sembra essersi fermato. Davanti alle pietre dei palazzi strisce gialle, molle, tiranti, impalcature di legno. San Gregorio, Fontecchio, Pedicciano, e altri ancora. Crepe nei muri che hanno il colore di un inchiostro con cui la terra sembra aver apposto come la propria firma su un mondo che trascorreva nella tranquillità i propri giorni. Una terra che adesso tace anche davanti alla domanda sul perché di tutto questo.
PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO....CLICCA QUI 9月20日 I racconti dell'estate 2009: IL VIAGGIO DEI MINISTRANTI A SAN PIETROLunedì 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, tre pullman sono partiti da Firenze verso Roma per assistere alla celebrazione nella Basilica di S. Pietro con la benedizione e imposizione del Pallio al nostro arcivescovo e ad altri 33 arcivescovi metropoliti. Un’occasione in cui la Chiesa fiorentina ha sentito importante partecipare per esprimere affetto e vicinanza al suo Pastore.
Oltre a un gruppo di adulti, i pullman hanno condotto a Roma anche un numerosa rappresentanza di chierichetti, quasi 40, provenienti da alcune parrocchie della diocesi. Giunti nella piazza, dopo aver compiuto il percorso per entrare in Basilica, Asya, «chierichetta» di S. Casciano, guardandosi attorno ha detto: «è bello vedere tutta questa gente, anche di razze diverse, che è in fila per entrare in S. Pietro. Qualcuno anche canta e balla!» Hanno partecipato alla Messa tutti insieme, indossando il loro abito da ministranti, seduti in un settore da cui potevano vedere bene l’altare. Si leggeva nei loro occhi un po’ d’emozione: «Non ero mai entrato in una chiesa così grande e così bella!» dice Samuele di Campi, «Trovarsi in una delle chiese più grandi del mondo insieme al Papa è una gioia indescrivibile» continua Andrea di S. Casciano. Andrea è chierichetto da 5 anni e dice di essere molto contento di farlo: «Mi piace molto essere, in questo modo, al servizio del Signore!» PER CONTINUARE A LEGGERE IL RACCONTO .... CLICCA QUI 9月18日 I racconti dell'estate 2009: SI LEVò LO SCIROCCO..E ARRIVAMMO A POZZUOLILE ALTRE IMMAGINI DEL PELLEGRINAGGIO NELLA SEZIONE FOTO
Il viaggio estivo, organizzato per i giovani dal Centro Diocesano, quest’anno ha tratto ispirazione per il suo percorso dal versetto 13 del capitolo 28 del libro degli Atti, che si riferisce all’approdo di San Paolo a Pozzuoli prima di raggiungere Roma. La finalità della proposta, ha spiegato don Alessandro Lombardi, responsabile del Centro Diocesano Giovani, non era solo quella di ripercorrere una tappa del tragitto di Paolo, seguendo le sue orme, ma anche quella di creare l’occasione di un incontro concreto e fraterno con le comunità cristiane del luogo. Come avvenne a Paolo, che giunto là trovò “alcuni fratelli” che lo invitarono a restare, così i giovani partecipanti a questo viaggio hanno avuto l’occasione di sperimentare, nei giorni di permanenza in Campania, la fraterna e gioiosa accoglienza della Chiesa locale. “Napoli è stata la nostra prima tappa” racconta Francesco. “Nella mattinata abbiamo visitato la Cattedrale e le altre chiese più importanti. Sono rimasto colpito dalla fede e dalla devozione dei napoletani, la Messa è molto partecipata anche da un gran numero di ragazzi, a differenza di ciò che accade da noi a Firenze. Insomma, una bella città ... anche se con qualche incongruenza”. Preziosa è stata la disponibilità di Anna, dell’Ordo Virginum di Napoli e di Gianluca, del Movimento dei Focolari, che ci hanno accompagnato durante la giornata nella scoperta e conoscenza dei luoghi più significativi del capoluogo campano. Pozzuoli è stata senza dubbio una delle tappe più significative del viaggio: “una città che mantiene viva la sua fede, sulle orme di Paolo”, spiega Lucia, la più giovane partecipante al pellegrinaggio, “e questo lo abbiamo potuto toccare con mano vivendo in prima persona l’accoglienza e l’ospitalità di don Mario, responsabile della pastorale giovanile di Pozzuoli, di suo fratello don Antonino, di Alessandro, un seminarista, di Anna e di alcuni giovani che ci hanno guidato alla scoperta della città, mostrandoci il santuario di San Gennaro, il Rione Terra, il porto e tutto il magnifico panorama circostante”. Un momento di preghiera evocativo dell’approdo di Paolo, nella chiesa dell’Assunta a Mare, ha preceduto l’incontro con il Vescovo di Pozzuoli, Mons. Gennaro Pascarella, che ci ha accolto familiarmente e ha celebrato con noi l’Eucaristia, richiamando nell’omelia il valore della Tradizione, della fraternità e dell’ospitalità come aspetti che contraddistinguono e caratterizzano la vita della comunità cristiana. Il terzo giorno di viaggio ci siamo recati a Scampia, luogo di cui giornali e televisione parlano spesso ....
PER LEGGERE TUTTO IL RACCONTO DEL VIAGGIO... CLICCA QUI
QUI TROVI IL LINK DELLA PAGINA DI AVVENIRE IN CUI SI PARLA DEL PELLEGRINAGGIO |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|